In questo ambito, il futuro si fonda ancora sulla frequenza dei 457 kHz, che non potrà essere cambiata, almeno a breve termine, perché ciò causerebbe la sostituzione di tutti gli Arva attivi in tutto il mondo: è molto più di un’utopia! Per rimediare a questa situazione, alcuni produttori hanno iniziato a dotare i loro dispositivi di una seconda frequenza chiamata W-Link (in Europa 868 MHz), una frequenza indipendente che non influisce su quella dei 457 kHz e permette di scambiare informazioni con altri dispositivi dotati della stessa W-Link, facilitando la soluzione di situazioni complesse.

È il caso del Pulse Barryvox che, oltre alle informazioni sulle condizioni vitali (che solo il Pulse possiede), scambia informazioni del tipo “apparecchio in emissione” o “apparecchio che ha cessato di emettere segnali”: tutto ciò permette di alleviare il lavoro del microprocessore, che così evita di andare a controllare a intervalli regolari la presenza del segnale registrato, facilitando la ricerca multipla! Anche il nuovo ARVA Link della Nic-Impex verrà dotato del W-Link, e potrà così comunicare con il Pulse Barryvox.

La localizzazione delle vittime con l’aiuto dei satelliti, utilizzando le tecnologie GPS o Galileo, è un’altra possibilità allo studio in questo momento. Purtroppo questa tecnologia ha dei limiti fisici che disturbano la trasmissione di informazioni utili alla localizzazione delle vittime (fondovalle, tempo perturbato, manto boschivo) e può incontrare problemi anche nella ritrasmissione di tali informazioni agli apparecchi di chi sta a terra nei pressi della vittima… Ma siccome le tecnologie evolvono con grande rapidità, non sarebbe strano assistere alla comparsa di nuove possibilità, anche se è poco probabile che, in un prossimo futuro, il salvataggio possa avvenire unicamente per mezzo dei satelliti, a causa dei limiti a cui la trasmissione dei dati è soggetta… La frequenza de 457 kHz avrà ancora vita lunga!