Quando inizia la ricerca, che è paragonabile alle manovre di atterraggio di un aereo, bisogna essere concentrati come un pilota che deve atterrare su una pista.

La ricerca è suddivisa in 5 tappe:

 

  1. Ricerca del primo segnale :

    questa è la fase in cui bisogna cercare il primo segnale. All’inizio, l’aereo è in volo a velocità di crociera, e non ha ancora stabilito un contatto con la torre di controllo. Quindi ci si può spostare rapidamente (di solito con gli sci) sulla superficie della valanga, per cercare indizi visivi e/o sonori e il primo segnale, tenendo l’Artva vicino all’orecchio e facendolo ruotare sui suoi 3 assi per ottimizzare le possibilità di captare il primo segnale. Con occhi e orecchie ben aperti!

  2. Ricerca del punto approssimativo di seppellimento :

    appena viene percepito il primo segnale (che corrisponde al primo contatto del pilota con la torre di controllo), si entra senza indugiare nella fase di ricerca approssimativa, dirigendosi nella direzione indicata sullo schermo dell’Artva, sempre senza diminuire la velocità (qui il pilota imbocca la rotta per avvicinarsi all’aeroporto).

  3. Ricerca del punto preciso di seppellimento :

      • a 10/schermo si entra nell’ambito della ricerca di precisione, in cui la velocità del soccorritore diminuisce progressivamente. Questa tappa è di importanza capitale e, come l’aereo non può toccare terra a 900 km/h, anche il soccorritore deve progressivamente rallentare negli ultimi metri. Man mano che ci si avvicina, bisogna spostarsi con sempre più precisione. La velocità consigliabile dentro le ultimi metri è di un passo/secondo. Come il pilota tiene la cloche con due mani, il soccorritore deve tenere adesso il Artva con entrambe le mani, con i gomiti aderenti al corpo e potrà correggere la direzione con tutto il corpo, al fine di avere la freccia sempre in linea con lo schermo.
      • a 5/schermo l’aereo si trova sopra le luci che indicano l’imbocco della pista, e quindi il soccorritore si ferma brevemente (max 2 secondi) per permettere all’Arva di fare un aggiornamento dei dati il più preciso possibile, soprattutto se il soccorritore sa in anticipo che la persona sepolta ha un Artva di vecchia generazione.
      • a 3/schermo l’aereo tocca la pista, => il soccorritore si inginocchia, posa l’Artva sulla neve e allunga il braccio. Se la distanza continua a diminuire, si sposta ancora in avanti sulla superficie innevata, sempre in ginocchio e nella stessa direzione.
      • Quando la distanza sullo schermo aumenta, si dovrà tornare sui propri passi, sempre in ginocchio, fino a ritrovare la distanza minima possibile. Poi, sempre senza spostarsi si allunga il braccio a destra e/o a sinistra, in perpendicolare e tenendo l’Artva parallelo alla propria traccia, per controllare che non vi sia una distanza minore. Questa è la ricerca dettagliata a croce (non bisogna orientare l’Artva in tutti i sensi, ma mantenere la stessa direzione dell’avvicinamento: in questo modo i dati compariranno più velocemente. Conviene evitare di pestare troppo la neve in superficie: ciò potrebbe causare la riduzione della sacca d’aria della persona sepolta!). Non appena l’Artva indica la distanza minima possibile, bisogna segnalare il punto ponendo un oggetto sulla superficie della neve, poi si estrae la sonda.
  4. Ricerca del punto di seppellimento:

    nella fase di ricerca del punto di seppellimento, si può iniziare il sondaggio, sempre in ginocchio, fin quando la sonda incontra un ostacolo. Solo allora ci si può alzare, lasciando la sonda a contatto con la vittima, prendere la pala e iniziare immediatamente la fase di scavo.

    Questo metodo di avvicinamento, detto airport approach, cioè la manovra di atterraggio di un aereo, permette di risparmiare tempo, evita che si calpesti la zona del seppellimento e consente al soccorritore di mantenere la calma: infatti, se fosse in preda al panico e allo stress, potrebbe muoversi in maniera inappropriata.

  5. Fase di scavo :

    Non appena il soccorritore entra nella zona dei 5 metri, i soccorritori aiutanti possono iniziare a preparare la zona di salvataggio, determinando una sorta di V con apice a partire dalla vittima e lati aperti verso valle e preparando le pale da neve. Appena il soccorritore principale effettua il sondaggio, gli aiutanti possono cominciare a liberare la V dalla neve. Ogni secondo conta !