Impulsi:

Ogni Arva, che sia dotato di una, due o tre antenne in ferrite, emette il segnale a 457 kHz con un’unica antenna, la più grande. La misura e il diametro di questa antenna determinano l’ampiezza del campo elettromagnetico emesso ad ogni impulso, e quindi la sua portata massima in emissione e in ricezione. La portata è compresa fra i 40m e i 120m, a seconda del modello.

 

Ritmo:

Secondo la normativa DIN, l’Arva deve emettere l’impulso entro un tempo massimo di 1,3sec tra l’inizio di un impulso e di quello successivo, e l’impulso stesso deve avere una durata compresa fra 70Ms e 400MS (Ms = Millisecondi).

 

Durata minima di emissione/ricezione :

La normativa stabilisce la durata minima obbligatoria con pile nuove: 200h in emissione e 1h in ricezione. Siccome è impossibile sapere quale tipo di batterie impiegherà l’utilizzatore, la maggior parte dei produttori indica nelle istruzioni un tempo di utilizzo standard. Tuttavia è possibile che, utilizzando pile di ottima qualità, la durata sia di molto superiore.

Portee

 

Linee di campo :

Ad ogni impulso dell’apparecchio in modalità di emissione, intorno all’antenna si crea un campo elettromagnetico. Questo campo viene emesso nello spazio contemporaneamente in tutte le direzioni, e ha la forma di una grande farfalla a tre dimensioni, con le “ali” che vanno da una estremità all’altra dell’antenna. Per semplificare la descrizione di questo campo elettromagnetico, lo si rappresenta con delle linee che vengono chiamate “linee di campo”. Va da sé che il flusso non è limitato a queste linee, ma occupa tutto lo spazio intorno all’antenna.

 

 

Sovrapposizione dei segnali :

Come descritto in precedenza, si ritiene che il ritmo d’impulso di ogni Arva rispetti la normativa DIN, e senza dubbio lo fa. Ma gli Arva di vecchia generazione possono creare dei problemi perché in generale hanno una lunghezza d’impulso particolarmente lunga, visto che erano stati progettati per la ricerca analogica con il suono. Il segnale durava a lungo, per essere udito anche nel caso in cui intorno al soccorritore ci fosse vento o rumore. Il rischio che i segnali emessi contemporaneamente possano sovrapporsi a lungo, aumenta con l’aumentare del numero di apparecchi attivi in un ambito ristretto. Gli Arva muniti di DSP riescono a risolvere queste situazioni se la sovrapposizione dei segnali ha una durata relativamente breve; in caso contrario, è meglio ricorrere velocemente al metodo delle microfasce o dei 3 cerchi, commutando l’Arva sulla modalità analogica o su quella di soccorso in situazioni complesse.

 

Aggiornamento dei dati :

Quando il soccorritore rimane fermo, nessun tipo di Arva è in grado di segnalargli in maniera certa la direzione da seguire per andare verso la vittima. Per permettere all’Arva in ricerca di individuare un cambiamento di intensità del segnale ricevuto e di fornire poi istruzioni utili, bisogna che possa ottenere delle informazioni in evoluzione. L’unico modo è quello di utilizzare il movimento. Per avere la possibilità di captare un segnale, bisogna andare a cercarlo!

Può anche succedere che il soccorritore ancora fermo si trovi già fin dall’inizio della ricerca in una zona in cui il suo Arva riesce a captare un segnale. L’Arva gli mostra una direzione che, se seguita per qualche metro, può indicare una distanza che aumenta anche se la freccia direzionale è posta correttamente sulla parte alta dello schermo. Se la distanza aumenta, il soccorritore si sta allontanando sulla linea di campo. A questo punto deve prestare attenzione e girarsi di 180° per ritrovare e poi seguire la linea di campo nella direzione giusta mentre la distanza sullo schermo diminuisce. Alcuni Arva come il Pulse, l’S1 e l’ARVA Link hanno una freccia che gira a 360° sullo schermo, e quindi possono correggere attivamente la direzione indicata al soccorritore.

Quando la freccia si posiziona in direzione del soccorritore stesso, quest’ultimo non può fare altro che seguire le istruzioni e girarsi di 180° per proseguire la ricerca nella giusta direzione. D’altra parte, se si sta cercando un Arva analogico di prima generazione che emette segnali con ritmo lento, bisognerà muoversi più lentamente alla fine della ricerca, perché l’Arva che sta in superficie, anche se moderno, dovrà aspettare il segnale emesso per aggiornare i dati sul proprio schermo!